Una ricerca ventennale rivela una sorprendente biodiversità all’interno di una fortificazione militare nel cuore delle Alpi Nord-Occidentali
Nel cuore delle Alpi Nord-Occidentali, nascosta all’interno della fortificazione militare sotterranea Forte di Vernante Opera 11 “Tetto Ruinas”, si trova una ricca e variegata fauna ipogea, oggetto di studio da parte dell’associazione Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca.
Questa fortificazione, poco menzionata nella letteratura specifica sulle opere sotterranee delle Alpi Nord-Occidentali, si rivela un vero e proprio scrigno di biodiversità.
La ricerca, condotta da Enrico Lana dell’Associazione Naturalisti Piemontesi, Valentina Balestra del Politecnico di Torino, Michelangelo Chesta e Dario Olivero, ha portato alla scoperta di numerose specie di ragni, crostacei, miriapodi, coleotteri e persino un anfibio, tutti adattati alla vita in questo ambiente particolare.
Tra questi, due nuove specie di ragni, il Linyphiidae Troglohyphantes konradi Brignoli, 1975 e il Nesticidae Typhlonesticus morisii (Brignoli, 1975), scoperte dal ricercatore Angelo Morisi (1943-2016).
Oltre a queste, sono state osservate altre specie di ragni adattate a questo ambiente, come il Kryptonesticus eremita (Simon, 1880) e il Leptoneta crypticola Simon, 1907.
Tra i crostacei terrestri, si annoverano il Buddelundiella zimmeri Verhoeff, 1930 e il Trichoniscus voltai Arcangeli, 1948.
Tra i miriapodi, invece, sono stati osservati il Chilopoda Eupolybothrus longicornis (Risso, 1826) e il Lithobius microps Meinert, 1868, oltre al Diplopoda Plectogona vignai draco (Strasser, 1975), un organismo altamente specializzato.
Un’altra specie di particolare interesse è il coleottero anoftalmo Duvalius carantii (Sella, 1874) e lo Staphylinidae Blepharhymenus mirandus Fauvel, 1899, estremamente raro.
La fauna della fortificazione comprende anche il tritone delle grotte Speleomantes strinatii (Aellen, 1958) e diverse specie di pipistrelli.
In vent’anni di ricerca, l’associazione Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca ha monitorato la presenza di tutti gli organismi menzionati in bibliografia e ha documentato la presenza di altre 20 specie.
Lo studio condotto in questa e in altre cavità artificiali del Piemonte ha evidenziato la presenza di diverse specie altamente adattate all’ambiente ipogeo, sottolineando l’importanza del monitoraggio della fauna sotterranea anche nelle cavità artificiali.
La ricerca è stata presentata a settembre 2023 durante il Genova Hypogea 2023 – IV Congresso Internazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, a Genova, Italia.
La presenza di queste specie sembra essere legata a fattori biotici e abiotici dell’ambiente, indipendentemente dall’origine naturale o artificiale della cavità.
L’intera ricerca disponibile on line: